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Nichelatura acciaio: cos’è la nichelatura chimica e i suoi vantaggi

La nichelatura migliora la superficie da trattare: scopri cos'è, quali sono i vantaggi e cosa succede se il pezzo è magnetico.
Nichelatura acciaio - nichelatura chimica

Stai pensando di utilizzare la nichelatura chimica sulle tue lavorazioni dell’acciaio? 

In questo articolo parliamo di cos’è la nichelatura chimica, qual è la differenza con l’elettrolitica, come funziona e quali sono i vantaggi. Infine la lavorazione non riesce se è presente il magnetismo residuo: scopri come eliminarlo.

Cos'è la nichelatura chimica e la differenza con l'elettrolitica

Lo scopo della nichelatura dell’acciaio è modificare e migliorare la superficie dei materiali da trattare, incrementando la durezza e la resistenza del materiale. Questo procedimento è indispensabile soprattutto in ambito industriale.

Esistono due tipologie di nichelatura: la nichelatura chimica e la nichelatura elettrolitica. E tra le due c’è differenza:

  • La nichelatura elettrolitica è caratterizzata da un particolare metodo di lavorazione, applicabile solo a materiali metallici. La lavorazione mira, attraverso l'immersione del materiale in sostanze specifiche, a effettuare il passaggio con l'ausilio di corrente elettrica di atomi da barrette di materiale puro al materiale.
  • La nichelatura chimica può essere eseguita su diversi materiali, tra cui vetro, metalli, acciaio. Rispetto a quella elettrolitica, il trasferimento del nichel avviene seguendo minuziosamente la forma dell'oggetto. Questa tipologia di nichelatura è la soluzione migliore per i pezzi meccanici che necessitano di un'estrema precisione, proprio come i pezzi in acciaio delle lavorazioni industriali. L'assenza della corrente elettrica permette infatti una crescita uniforme del nichel su tutto l'oggetto e negli angoli più spigolosi. Durante la fase di deposizione, il nichel assorbe un'elevata quantità di fosforo che garantisce durezza, resistenza alla corrosione e notevole qualità.

Come funziona il trattamento di nichelatura chimica

I materiali in acciaio da trattare con il nichel chimico vengono trasportati in impianti con vasche posizionate secondo un preciso ordine logico che rispecchia il processo di nichelatura; ogni vasca è dotata di funzioni per il controllo della temperatura, dell’aspirazione e delle pompe filtro. Il processo di nichelatura chimica prevede un ciclo base che consente di sgrassare gli oggetti con appositi detergenti per rendere la superficie bagnabile ed effettuare altri risciacqui; se necessario, vengono utilizzati acidi minerali per eliminare gli ossidi dalla superficie da trattare.

La vasca dove avviene il processo di nichelatura ospita una soluzione che viene studiata e bilanciata accuratamente, per ottenere un risultato perfetto. Inoltre è importante che abbia una temperatura predeterminata attraverso dei sistemi di “termostatazione”. Terminata la nichelatura occorre procedere a una serie di risciacqui e infine all’asciugatura.

I bagni per il processo di nichelatura si basano essenzialmente sul fosforo, e il trattamento può arrivare fino a una temperatura di 400°C per portare il materiale ad una durezza pari a 900-950 HV.

Un trattamento molto conosciuto è quello di “micropallinatura”, utilizzato sia per la pulizia della superficie sia per la rifinitura. Lo scopo di questo procedimento è quello di rendere omogenea la superficie trattata, creando uno strato ruvido che permette una perfetta adesione del nichel. 

I vantaggi della nichelatura chimica dell'acciaio

Molti sono i vantaggi della nichelatura chimica dell’acciaio:

  • Protegge i materiali dall’usura e dalla corrosione. Attraverso il deposito di uno strato sottile di nichel, l'intera superficie avrà dei miglioramenti evidenti.
  • Questo processo crea una finitura finale più lucida e pulita.

Magnetismo residuo: un problema nella nichelatura dell'acciaio

Durante il processo di nichelatura chimica dell’acciaio, può capitare che lo spessore riporto possa risultare non uniforme. Perché accade?

La risposta è riconducibile al magnetismo residuo: quest’ultimo crea sull’acciaio da trattare piccoli pezzi aghiformi che modificano l’uniformità del pezzo. Spesso i trattamenti con l’uso di fosforo – che mirano a ridurre l’effetto del magnetismo – non bastano, perché il pezzo rimane magnetico al suo interno. Inevitabilmente il prodotto lavorato perde la sua qualità e non può essere commercializzato.

Per risolvere questo problema la soluzione è smagnetizzare a fondo il pezzo in acciaio: lo smagnetizzatore a bassa frequenza arriva al cuore del problema, eliminando completamente la magnetizzazione nell’oggetto.

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